Assemblea Nazionale Fidas

La FIDAS giungerà il prossimo fine settimana ad un importante momento della propria vita associativa: il rinnovo delle cariche federali che avranno il compito di guidare la Federazione nei prossimi quattro anni.

Le elezioni, che si sarebbero dovute svolgere nei primissimi giorni di maggio, in occasione del 59° Congresso Nazionale FIDAS, erano state sospese, così come lo stesso Congresso, a causa dell’attuale pandemia COVID-19. Sospensione che non poteva esser prolungata oltre, al fine di poter garantire il funzionamento degli Organi di FIDAS Nazionale. Le elezioni permettono inoltre alla Federazione di continuare a perseguire le finalità sociali e gli obblighi statutari, assicurando il rispetto dei principi di democrazia e di partecipazione.

All’assemblea il compito di eleggere il Presidente Nazionale, il Consiglio Direttivo Nazionale, l’Organo Monocratico di Controllo e il Collegio dei Probiviri.

I lavori assembleari verranno svolti in modalità videoconferenza attraverso la piattaforma GoToMeeting, mentre le procedure elettorali potranno
essere espletate con modalità e-voting su piattaforma telematica ELIGO.

( Fonte Fidas Nazionale )

LA SICUREZZA DELLA DONAZIONE E DELLA TRASFUSIONE

Per migliorare la sicurezza del processo trasfusionale è necessario valutare l’idoneità alla donazione mediante l’attento esame delle condizioni di salute del donatore e l’esclusione di eventuali fattori di rischio sia per il donatore che per il ricevente.

A tal fine il Decreto Ministeriale 2 novembre 2015 prevede un preciso iter per giungere a formulare il giudizio di idoneità alla donazione, che comprende una completa ed adeguata informazione al donatore, la compilazione di un dettagliato questionario, la valutazione delle condizioni generali di salute e dei requisiti fisici del donatore durante un colloquio riservato con il medico responsabile della selezione.

Rischi per il donatore

La mancata segnalazione e/o documentazione di eventi patologici pregressi o attuali o dell’assunzione di farmaci potrebbe esporre il donatore ad eventi avversi durante o dopo la donazione e potrebbe aggravare patologie preesistenti o latenti.

Rischi per il ricevente

La mancata segnalazione di patologie o di fattori di rischio pregressi e/o attuali potrebbe compromettere la sicurezza del ricevente, in quanto non sempre gli esami infettivologici obbligatori eseguiti all’atto della donazione sono in grado di escludere infezioni trasmissibili con la trasfusione. In questo ambito si collocano:

  • comportamenti sessuali, quali rapporti sessuali con partner occasionali, con partner multipli omosessuali od eterosessuali, attività sessuali in cambio di droga o denaro ecc.
  • tossicodipendenza endo-venos
  • stili di vita tali da configurarsi pericolosi per la salute
  • viaggi in zone endemiche per malattie infettive trasmissibili con la trasfusione di sangue
  • interventi chirurgici, manovre invasive (endoscopia etc.), tatuaggi, piercing, infortuni a rischiobiologico etc.

Nel corso della visita, il medico valuta il questionario, chiarisce eventuali dubbi del donatore, effettua l’anamnesi, verifica la normalità di alcuni parametri vitali (peso, emoglobina, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, segni di adeguata funzionalità cardio-respiratoria), controlla eventuali segnalazioni rilevate nelle precedenti donazioni o controlli, ed infine formula il giudizio di idoneità alla donazione.

Tutte queste operazioni devono essere documentate e registrate nella cartella sanitaria del donatore.

Giornata internazionale dell’infermiere: la testimonianza di Sara Dematteis, presidente Associazione Fibrosi Cistica e Donatrice sangue Fidas Valle d’Aosta

Nel 2020 si celebra l’Anno Mondiale dell’infermiere, e il 12 maggio rappresenta una giornata di particolare rilevanza in questo anno di celebrazioni, in quanto coincide con la Giornata internazionale dell’infermiere e il bicentenario della nascita di Florence Nightingale, madre dell’infermieristica moderna.

In questa giornata così importante, vogliamo celebrare la fatica e l’impegno vissuti da tantissimi infermieri negli ultimi mesi. Hanno dimostrato forza e umanità che vogliamo raccontare dando voce proprio ad un’infermiera: Sara Dematteis, Presidente LIFC Valle d’Aosta e Donatrice di sangue FIDAS.

Siamo convinti che, come ha dichiarato l’OMS in occasione della Giornata Mondiale della Salute: “Un investimento negli infermieri è un investimento nella salute di tutti”.

Sono una coordinatrice infermieristica di un reparto dell’ospedale Parini di Aosta  diventato reparto Covid il 12 marzo 2020.
Mi hanno diagnosticato il Covid-19 il 22 marzo, dopo 10 giorni da quella data.

La mia vita frenetica è diventata surreale. Ho imparato a vivere stando in un letto.

Sara Dematteis, infermiera e donatrice FIDAS

Sara Dematteis, infermiera e donatrice FIDAS

Sdraiata o seduta.
Ho imparato a vivere in isolamento nella mia casa, mio marito mi consegnava cibo e medicine sulla porta.
Ho imparato con pazienza a superare i sintomi che il virus ha espresso su di me, come la febbre durata 72 ore, la cefalea e l’assenza del gusto, come la stanchezza immensa durata 18 giorni e il dolore a fitte al torace, durato 21 giorni.

Ora sto migliorando ma è stata lunga, ho avuto paura, certo, di questa infezione si conosce ancora poco.

La mia famiglia sta bene, mio marito abita altrove, i miei genitori, suoceri, sorella e familiari sono residenti fuori regione.

Ho fatto un lungo viaggio dentro di me in queste settimane, traducendo in scritti le mie emozioni e i vissuti, dolori e gioia stando vicino a chi amo nei modi consentiti: Internet, telefonate, video, mail…

Ha condiviso il tempo con me solo Lapo, il nostro cane Labrador.  Ho continuato a lavorare da casa, per quanto possibile, per i reparti Covid ospedalieri, condividendo la lotta al virus… La lunga lotta…

C’è stato un tempo in cui ognuno era confinato nella propria casa per limitare la diffusione del COVID-19, in cui si usciva solo con guanti e mascherina… Per poche ragioni consentite dalla legge e i contatti sociali e gli abbracci erano pericolosi perché si rischiava di infettarsi con il virus e gli operatori sanitari erano i soli autorizzati ad avere contatti con i pazienti… Hanno dato tutto nel curarli, tanti di loro sono morti.

Dopo questa pandemia, spero che tutto il mondo possa imparare ad uscire dai propri egoismi, a tendere mani, a capire che… “Solo ciò che doniamo agli altri, rimane davvero nostro per sempre”.

Abbiate cura di vivere… E del nostro mondo… 

Sara Dematteis,
Presidente LIFC Valle d’Aosta e Donatrice di sangue FIDAS

Fonte: Fidas Nazionale 

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Il trattamento con plasma da convalescente nella malattia da Coronavirus

Fra i vari trattamenti utilizzati sui pazienti affetti da malattia da Coronavirus (COVID-19) uno di quelli sui quali sono maggiormente puntate le attenzioni della comunità scientifica internazionale è l’uso del plasma da soggetto convalescente, contenente anticorpi teoricamente in grado di neutralizzare il virus. Anche in Italia sono in corso o stanno per essere avviate diverse sperimentazioni su di esso.

La terapia con plasma convalescente è già stata attuata in passato in corso di diverse epidemie o pandemie (H1N1, SARS, Ebola) con risultati interessanti. Alcune esperienze iniziali in Oriente sono state incoraggianti anche per il SARS-CoV-2,  sottolineando l’efficacia di questo trattamento nel ridurre la mortalità in pazienti affetti da COVID-19. Va tenuto presente tuttavia che al momento, in attesa delle conferme di efficacia provenienti dagli studi avviati in Italia e all’estero, questa terapia va considerata ancora come sperimentale, soggetta quindi a tutte le regole e le autorizzazioni previste nel caso delle sperimentazioni cliniche.

Cerchiamo di rispondere sinteticamente ad alcuni quesiti.

Per quali pazienti?

I dati preliminari suggeriscono che una somministrazione precoce sia più efficace rispetto a fasi più avanzate della malattia, nelle quali la compromissione delle condizioni generali è maggiore.

Quali i possibili rischi?

A parte il rischio generico delle complicanze trasfusionali del plasma, è possibile che la risposta immune conseguente alla somministrazione di anticorpi possa in alcuni casi innescare una recrudescenza della sintomatologia polmonare: anche a questo dubbio gli studi in corso dovranno fornire una risposta.

Quali anticorpi?

Si tratta di una immunizzazione passiva, e gli anticorpi infusi sono destinati a scomparire nel giro di alcune settimane/mesi. Naturalmente il malato produrrà in seguito gli anticorpi propri, in risposta al contagio da SARS-CoV-2.

Quali volumi di plasma devono essere trasfusi?

Negli studi disponibili finora i volumi di plasma immune somministrati erano compresi tra 160 e 640 mL. Si può però ipotizzare che questa terapia possa in futuro prendere la forma di IgG frazionate dalla lavorazione di ampi pool di plasma: diverse aziende farmaceutiche di produzione di farmaci derivanti dal plasma si sono dimostrate molto interessate a questa prospettiva.

Qual è il momento migliore per raccogliere il plasma immune?

La comparsa degli anticorpi dopo il contagio da SARS-CoV-2  si verifica dopo 6-21 giorni ma naturalmente il plasma raccolto non deve avere alcuna traccia di virus. Dai dati di uno studio di Hong Kong il momento indicato per la raccolta è il periodo immediatamente dopo che è trascorso il quattordicesimo giorno dalla risoluzione dei sintomi.

Quali le prospettive in Italia?

Sono attualmente al vaglio di diversi Comitati Etici vari protocolli clinici della terapia con Plasma da convalescente nella patologia da SARS-CoV-2. Questi protocolli devono definire le tipologie di pazienti ai quali proporre il trattamento, i requisiti per l’arruolamento dei donatori di plasma iperimmune, che dovranno essere guariti clinicamente da almeno due settimane, con negatività del tampone nasofaringeo e a quantità di anticorpi adeguata.  Il plasma raccolto deve rispondere ai requisiti di negatività ai test previsti dalla legge, più alcuni test aggiuntivi per altri agenti trasmissibili, ed essere sottoposto a procedure di inattivazione dei patogeni.

La donazione di sangue intero

In Italia servono ogni anno circa 2 milioni e mezzo di trasfusioni di concentrati di globuli rossi, utilizzati per pazienti con emorragie o anemie acute o croniche.

I concentrati di globuli rossi si ottengono dalla donazione di sangue intero: in meno di 10 minuti 450 ml di sangue vengono raccolti per gravità ed in dolce e continua agitazione in una sacca di materiale plastico, contenente le idonee soluzioni per la conservazione e l’anticoagulazione del sangue donato.

La sacca viene poi centrifugata e separata nei suoi componenti: globuli rossi, plasma e piastrine.

I globuli rossi una volta separati sono inviati alla loro sacca definitiva, e miscelati con una soluzione (SAG-M) che consente la loro conservazione nelle migliori condizioni fino a 42 giorni a temperatura controllata di 4°C.

La sacca, dopo gli opportuni test, controlli di qualità ed etichettatura, può essere utilizzata per la trasfusione.

I requisiti per la donazione e le caratteristiche dei concentrati di globuli rossi sono definiti dettagliatamente dalle normative, e in base ad essi prima della donazione viene accuratamente valutata l’idoneità del donatore.

L’aspirante donatore di sangue intero deve avere età compresa tra i 18 ed i 60 anni, peso corporeo non inferiore a 50 Kg, valori pressori compresi tra 180 mmHg e 110 mmHg per la massima, e non superiori a 100 mmHg per la minima, frequenza cardiaca compresa tra 100 e 50 pulsazioni al minuto.

Prima della donazione viene consegnata all’aspirante donatore la documentazione informativa sulla donazione, che deve essere letta attentamente e ben compresa, e il questionario pre-donazione, che va compilato accuratamente e fedelmente.

Il donatore abituale potrà donare di norma sangue intero fino a 65 anni e, se a giudizio del medico trasfusionista le condizioni cliniche lo permettono, anche oltre.

E’ consigliato al donatore di effettuare sempre una leggera colazione prima della donazione (thè, caffè, spremuta, biscotti secchi, fette biscottate, evitando latticini e grassi animali).

Giallo come il Plasma

La plasmaferesi: perché è necessaria

Il plasma, che è la parte liquida del sangue, contiene molte molecole proteiche indispensabili all’organismo, quali ad esempio l’albumina, le immunoglobuline (anticorpi), i fattori della coagulazione del sangue.

Dal plasma donato possono essere ricavati concentrati di queste proteine, che vengono utilizzati come terapie salvavita in molte condizioni cliniche: ad esempio, i fattori della coagulazione sono utilizzati in malattie emorragiche congenite o acquisite, l’albumina in gravi malattie del fegato, le immunoglobuline in malattie nelle quali il sistema immunitario è deficitario, a volte fin dalla nascita.

La richiesta di questi prodotti, chiamati farmaci plasmaderivati, è in continuo aumento nel mondo. Per assicurarne il fabbisogno, la quantità di plasma ricavata dalle donazioni di sangue intero non è sufficiente: per questo è necessario aumentare la disponibilità di plasma attraverso la plasmaferesi, un tipo particolare di donazione nel quale viene prelevato solo plasma, in quantità maggiore (600-700 mL per ciascuna donazione contro i circa 270 mL ricavabili dalla donazione di sangue intero).

La donazione di plasma dura circa 40 minuti, e può essere proposta anche a persone con lieve carenza di ferro, per le quali la donazione di sangue intero è controindicata. Per lo stesso motivo, può essere effettuata anche in numero maggiore, fino a un massimo di 1,5 litri di plasma al mese e 15 litri annui.

La plasmaferesi, che con le precauzioni adottate può essere fatta anche in questo periodo di epidemia da Coronavirus, va prenotata al Servizio Trasfusionale per garantire la disponibilità dell’apparecchiatura di donazione e per assicurare il rispetto del necessario distanziamento sociale, evitando assembramenti di donatori nella struttura.

medicinali

Produzione medicinali salvavita

donare il sangue-fidas

Una donazione dura 40 minuti

cura

Donare il plasma: un gesto d'amore

Donare il plasma vuol dire donare vita a chi non ha un’alternativa.
Unisciti ai Donatori di Sangue Fidas Valle D’Aosta e dona vita e speranza

Servizio di consegna a domicilio nel territorio di Aosta

#IORESTOACASA  #ANDRATUTTOBENE

Questa iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Comune di Aosta e la Confcommercio della Valle d’Aosta ed ha l’obiettivo di comunicare alla popolazione tutte le attività che effettuano consegne a domicilio dei loro prodotti nel territorio di Aosta.

L’obiettivo primario è quello di limitare quanto più possibile gli spostamenti dei cittadini.

Visualizza a questo link l’elenco attività che consegnano a domicilio


HAI UN’ATTIVITA’ COMMERCIALE E VORRESTI SEGNALARE IL TUO SERVIZIO ?

Per segnalare il servizio di consegna a domicilio puoi scegliere una di queste opzioni

– inviare una mail agli indirizzi aosta@confcommercio.it / ioconsegno@comune.aosta.it ;

– scrivere un messaggio tramite l’app WhatsApp al numero 366-594.2478;

– inviare un messaggio tramite le pagine Facebook di Confcommercio VdA o del Comune di Aosta.

E’ necessario indicare il nome dell’esercizio, la specializzazione, l’indirizzo e un recapito telefonico.

 

Integrazione e aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 mediante trasfusione

In accordo con le ultime indicazioni dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC),
ivi incluso quelle relative al criterio di sospensione da applicare ai donatori che rientrano da Paesi con sostenuta trasmissione di COVID-19, alcune misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili, contenute nella circolare Prot. n. 0653.CNS.2020 del 09 marzo 2020 “Aggiornamento misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) mediante la trasfusione di emocomponenti labili”, si modificano come segue:

  • rafforzare le misure di sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per rientro in Italia da qualsiasi territorio internazionale, ivi inclusa la Repubblica Popolare Cinese, o per spostamenti in ambito nazionale, in ragione del fatto che al soggetto è automaticamente applicato, anche per specifica disposizione governativa, l’isolamento fiduciario domiciliare per un periodo di 14 giorni; tali soggetti possono essere ammessi alla donazione dopo la conclusione del predetto periodo di isolamento, in assenza di altre condizioni subentranti che ne possano determinare il prolungamento e la conseguente non idoneità temporanea alla donazione;
  • applicare il criterio di sospensione temporanea di almeno 14 giorni dopo la possibile esposizione al rischio di contagio per contatto con soggetto con infezione documentata da SARS-CoV-2.

Si precisa che le altre disposizione contenute nella nota Prot. n. 0653.CNS.2020 del 09 marzo 2020  e sue integrazioni (ovvero il Prot. n. 0666 CNS 2020 – Integrazione aggiornamento misure di prevenzione nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) del 10 marzo 2020 e il Prot. n. 0712.CNS.2020_Integrazione aggiornamento misure di prevenzione nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) del 16 marzo 2020 ) rimangono vigenti e immodificate.

In relazione al riscontro di segnalazioni da parte del donatore relative a comparsa di sintomi compatibili da SARS-CoV-2, oppure in caso di diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2, nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information – PDI) si rimanda all’algoritmo per le azioni da intraprendere, in modo omogeneo sul territorio nazionale, sugli emocomponenti raccolti. Si raccomanda, inoltre, di utilizzare la tabella per la rilevazione settimanale delle informazioni riferite dal donatore nella procedura di PDI, entro i 14 giorni successivi alla donazione, e correlate a COVID-19.

I Responsabili delle SRC sono invitati a dare tempestiva attuazione alle suddette indicazioni, informando puntualmente i singoli Servizi trasfusionali operanti nelle Regioni e Province autonome di rispettiva competenza e le Banche di sangue cordonale, ove presenti.

Il Centro Nazionale Sangue aggiornerà le presenti indicazioni in relazione all’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’agente patogeno in questione e all’evoluzione della situazione epidemiologica nazionale e internazionale.

FONTE: FIDAS NAZIONALE

Il Ministero della Salute ribadisce la possibilità di recarsi a donare sangue ed emocomponenti

Facendo seguito alla precedente nota del 10 marzo 2020, prot. 8138, a seguito delle ulteriori misure urgenti introdotte dal DPCM 22 marzo 2020 che, all’articolo 1, comma 1, lettera e), stabilisce che siano comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità nonché i servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n 146 e include al n 86 dell’allegato 1, tra le attività consentite, anche l’assistenza sanitaria, si ribadisce che l’attività di donazione del sangue e degli emocomponenti è attività sanitaria essenziale necessaria a garantire l’attività assistenziale di pazienti che necessitano trasfusioni e di conseguenza gli spostamenti dei donatori o del personale associativo operante sul territorio nazionale presso le unità di raccolta associative fisse e mobili, possano ritenersi inclusi nelle motivazioni di “assoluta urgenza” di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), del citato DPCM.

FONTE: FIDAS NAZIONALE

Nuovo modulo autocertificazione

Cliccando al seguente link potete scaricare il nuovo modulo necessario per gli spostamenti

nuovo_modello_autodichiarazione_26.03.2020.pdf

NUOVO DECRETO DEL 23 MARZO

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il dpcm che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Di seguito il testo del Dpcm.

*****

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, applicabili sull’intero territorio nazionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.62 del 9 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.64 del 11 marzo 2020”;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 2020;

Vista l’ordinanza del Ministro dell’interno e del Ministro della salute del 22 marzo 2020 recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da CO-VID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;

Ritenuto necessario adottare, sull’intero territorio nazionale, ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Tenuto conto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza del Capo del dipartimento della protezione civile in data 3 febbraio 2020, n. 630, nelle sedute del 28 febbraio 2020 e del 1° marzo 2020;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, e per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni;

DECRETA:

ART. 1
(Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale)

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:

  • a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020. L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;
  • b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;
  • c) le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;
  • e) sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;
  • f) è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza;
  • g) sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale;
  • h) sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.

2. Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell’interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.

3. Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

4. Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Art. 2.
(Disposizioni finali)

1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

2.  Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Roma, 22 MARZO 2020

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL MINISTRO DELLA SALUTE